Merna, Nova Gorica (Slovenia)

Linea del tempo per Merna

12 novembre 1920 Stipula del Trattato di Rapallo tra il Regno d’Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. All’Italia viene assegnata l’area multietnica dell’ex Litorale Austriaco.

6 aprile 1941 La Jugoslavia viene attaccata dalla Germania, sostenuta dagli eserciti italiano, ungherese, rumeno e bulgaro; il suo territorio viene suddiviso tra Germania, Italia, Ungheria, Romania e Bulgheria.

3 maggio 1941 L’Italia estende i suoi territori orientali annettendo formalmente la Slovenia centrale e sudorientale. I nuovi territori vanno a costituire la Provincia italiana di Lubiana.

2–14 dicembre 1941 Si celebra il Secondo processo di Trieste contro 60 antifascisti sloveni. Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato stabilisce cinque condanne a morte.

8 settembre 1943 l’Italia firma l’armistizio.

10 settembre 1943 La Wermacht istituisce la Zona d’operazioni del Litorale Adriatico (Operationszone Adriatisches Küstenland) e la Zona d’operazioni delle Prealpi (Operationszone Alpenvorland).

12 settembre 1943 L’esercito tedesco occupa Gorizia.

25 settembre 1943 Primo incendio di Merna (Miren). Le unità tedesche bruciano alcune case nella parte alta del paese e uccidono quattro residenti.

2 febbraio 1944 Secondo incendio di Merna (Miren); le case vengono bruciate soprattutto nella parte bassa.

9 maggio 1945 Conclusione ufficiale della Seconda guerra mondiale in Europa.

9 giugno 1945 La cosiddetta Linea Morgan diventa il confine temporaneo tra Italia e Jugoslavia. Il Governo militare alleato si sostituisce all’amministrazione di Miren (Merna), che aveva già iniziato la ricostruzione. Il Comitato popolare regionale attua una forte propaganda contro questa decisione.

15 settembre 1947 Dopo la definizione del nuovo confine tra Italia e Jugoslavia, Merna (Miren) è per buona parte annessa alla Jugoslavia. Inizia la ricostruzione degli edifici distrutti. Il confine passa attraverso il cimitero del paese, che viene diviso tra i due Stati.

10 ottobre 1975 Firma del trattato di Osimo tra Italia e Jugoslavia; il trattato stabilisce una nuova linea di confine che non divide il cimitero, lasciandolo interamente in Slovenia.

Merna durante la Seconda Guerra Mondiale e l’incendio del paese

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 l’esercito tedesco occupò Gorizia. I partigiani rimasero nella periferia della città fino al 15 settembre, quando le truppe tedesche li costrinsero ad andarsene. Nel corso di questa operazione i tedeschi occuparono la zona alta di Merna.

Non furono in grado però di accedere anche alla parte bassa del paese perchè i partigiani avevano incendiato il ponte sul fiume Vipacco (Vipava) e difendevano il fronte carsico attaccando i nemici dal castello di Merna e dalla parte bassa dell’avamposto. Durante tutto settembre ci furono battaglie tra i tedeschi e le unità partigiane.

Il primo incendio di Merna avvenne durante l’offensiva tedesca, dopo la penetrazione del fronte di Gorizia il 25 settembre 1943. I tedeschi bruciarono le case nella parte alta di Merna – da ‘Grabec’ fino all’edificio della scuola, uccisero 4 persone e ne catturarono altre 11 che, dopo essere state mandate nei campi di internamento per un mese, furono liberate.

Nel corso del mese di novembre 1943, il gruppo armato dei Servizi Segreti (VOS) giustiziò con esecuzioni sommarie alcuni oppositori della rivoluzione comunista sospettati di collaborare con la Bela garda (Guardia Bianca). Durante questa operazione il VOS giustiziò alcuni importanti rappresentati della cultura e della politica, come il professor Ciril Šinigoj.

Il primo febbraio 1944 due soldati tedeschi arrivarono a Merna per ispezionare la conceria Scalettari. I partigiani catturarono i due soldati e li portarono via. Il giorno seguente le unità tedesche circondarono il paese e iniziarono a cercare i soldati perquisendo le case nella parte bassa del paese.

Contemporaneamente catturarono i proprietari delle case e li trasportarono oltre il Vipacco, nella parte alta dell’insediamento. Minacciarono di uccidere una persona ogni dieci se i soldati scomparsi non fossero ritornati entro le 4 del pomeriggio; due persone del luogo furono mandate verso Vrtoče per cercare i soldati scomparsi.

Le donne e i bambini vennero mandati a casa alle 11 di mattina per prendere le loro cose perchè il paese sarebbe stato bruciato. Il parrocco, Oskar Paho, che parlava tedesco molto bene, riuscì a stabilire un accordo con i tedeschi e impedì che gli ostaggi venissero fucilati. Quando le due persone del luogo mandate in cerca dei soldati ritornarono senza di essi, alle 4 del pomeriggio iniziarono a bruciare le case nella parte bassa di Merna rimaste intoccate durante l’incursione del 25 settembre. Solo alcune case vennero risparmiate o l’incedio venne domato in tempo.

Merna fu danneggiata ulteriormente nel corso del bombardamento delle Forze Alleate il 18 marzo del 1944. Le unità tedesche presenti nei campi nel circondario dell’aereoporto costruirono hangar per nascondere i loro aerei. Era intenzione degli alleati distruggere completamente l’aereoporto di Roje e le basi tedesche nei dintorni di Gorizia ma i bombardamenti colpirono un’ampia area attorno all’aereoporto, e specificamente i paesi di Gabrje, Sovodnje, Peč, Rupa, Miren, Orehovlje, Bilje, Vrtojba e Štandrež.

Il bombardamento distrusse prevalentemente la parte alta di Merna e i campi limitrofi dove la maggioranza dei contadini aveva piantato patate. Nel corso del bambardamento furono uccisi 30 residenti di Merna, 5 persone di Orehovlje, 2 di Peč e una di Ločnik. Molte più persone vennero ferite e portate nella chiesa della parrocchia; alcuni feriti vennero portati all’ospedale di Gorizia dai tedeschi.

La guerra stava ancora infuriando quando nel maggio del 1944 a Potok, presso la casa di France Mozetič, i partigiani accoltellarono il comandante dell’unità tedesca di guardia al magazzino delle munizioni e del gas nello scarpificio cooperativo. Il comandante fu trasportato all’ospedale di Gorizia e prima di morire confessò che non era stato accoltellato dagli abitanti di Merna, salvandoli dalla deportazione. Nonostante la sua dichiarazione però gli abitanti furono costretti ad abbandonare le proprie case e a traferisrsi da parenti e conoscenti nei paesi vicini e in tutta la regione.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il paese di Merna si trovò a ridosso della cosiddetta Linea Morgan, istituita il 9 giugno del 1945 e che faceva le funzioni di confine tra le due amministrazioni militari della regione – l’amministrazione militare Yugoslava (VUJA) ad est e quella del Governo Militare Alleato (GMA) ad ovest. La Linea costituì un confine temporaneo tra Jugoslavia e Italia.

Parte della Linea passava attraverso il cimitero di Merna e addirittura sopra alcune tombe. Dopo la guerra il Governo Militare Alleato ebbe il controllo della cittadina e stabilì il suo quartiere generale negli spazi dell’edificio del comune. All’epoca fu attivo anche Iil Comitato Popolare Regionale (KLO) ma non ebbe alcun ruolo nell’amministrazione locale.

Alcuni dei componenti del KLO organizzarono una forte propaganda contro le attività del Governo Militare Alleato al fine di ricostruire le case bruciate durante la guerra. Effettivamente, durante l’amministrazione del GMA alcune case furono ricostruite e altre lo furono solo successivamente, quando Merna fu annessa alla Jugoslavia il 15 settembre 1947. Nel 1947 il confine tra Jugoslavia e Italia passava attraverso alcune delle tombe nel cimitero. Soltanto il 10 novembre 1975, a seguito del trattato di Osimo tra Jugoslavia e Italia, questa situazione venne sistemata.

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